
Genova Unita Cambia la prospettiva
per una città in crescita, solidale insieme #ventonuovo
Genova Unita
un programma per la città
idee, pensieri, prospettive

Le grandi opere consentono ad una città di crescere, di cambiare profilo economico, ma possono anche generare squilibri nel tessuto cittadino se non inquadrate in un progetto condiviso di crescita della città. La qualità della vita dipende dalla gestione corrente della città e dall'efficienza dei servizi: trasporti pubblici, pulizia delle strade, servizi alla persona, disponibilità di aree verdi curate, smaltimento dei rifiuti urbani……in altre parole, dalla manutenzione ordinaria della città.
Genova ha bisogno che vengano affrontati problemi irrisolti da decenni, come la destinazione dell'ex Ospedale Psichiatrico a Quarto: perfetto come campus formativo, universitario o d'istruzione superiore, è da decenni in uno stato di semi abbandono che pare preludere ad una grossa speculazione immobiliare, vista la sua posizione. E invece, quell'area è pubblica e deve rimanere pubblica per essere usata dalla città. La riqualificazione di Certosa, quartiere sconvolto dalle vicende del ponte, è ancora ferma. E si potrebbero fare molti altri esempi.
Una città è fatta anche di piccole realtà, piccole comunità, come sono quelle che si snodano attorno alle creuse di collina o attorno a nuclei abitati periferici, come ad esempio Apparizione, S. Eusebio, S. Carlo di Cese tra gli altri. Questi nuclei contribuiscono in misura determinante alla conservazione della collina alle spalle della città eppure sono servite poco e male, spesso con una viabilità deficitaria che deriva da non aver mai completato i vecchi Piani Regolatori della Città (è il caso del collegamento viario con Apparizione, ad esempio), con pochi autobus perché le linee renderebbero poco….ma una città non vive solo sul profitto economico, vive con i propri cittadini, anche quelli che la conservano alle spalle e non devono essere dimenticati.
Quale visione per Genova
Una città in declino economico e demografico da anni, una città che non offre opportunità ai propri giovani e li costringe in gran parte ad emigrare è una città senza futuro. Nessuno, a destra e a sinistra, propone una visione del futuro della città. Noi vogliamo farlo.
Genova ha molte potenzialità, deve assumerne consapevolezza e crederci. Se l'industria pesante appartiene al passato e non potrà tonare, rimangono molti settori tradizionali e nuovi da sviluppare: il porto commerciale, l'università, un tessuto produttivo ancora vivo con moltissime aziende specializzate, le riparazioni navali (oltre 3000 persone considerando l'indotto), il terminal crociere, una potenzialità turistica diretta e indiretta (le Riviere) enorme potenziato dall'aeroporto, dal terminal crociere e dal porto turistico (in particolare di Sestri Ponente), lo sport tutto e la pallanuoto che trova nella città un vivaio unico di società e squadre….questi sono i settori da far crescere e dove la città può riconquistare l'eccellenza! Basta l'esempio della pallanuoto: nessuna città può vantare il numero di squadre, nelle varie categorie, maschili e femminili, di Genova: la città può diventare una sorta di capitale italiana di questo sport, è l'unica città italiana (e forse europea) che ha i numeri e la formazione per farlo!
Cultura e formazione:
i) ristrutturazione degli edifici scolastici
ii) l'Università come partner privilegiato in ogni attività, progettando campus universitari (Erzelli, ex Ospedale psichiatrico di Quarto) dotati di attrezzature sportive (palestre, piscina, campi di atletica)
iii) sviluppo di programmi educativi d'avanguardia grazie alla collaborazione con UniGe e con le aziende del territorio (per scuole professionali)
iv) ampliamento dell'offerta negli asili comunali
Cittadini e diritti:
i) agevolazioni concrete ai redditi più bassi
ii) agevolazione ai centri ricreativi, specialmente quelli per la terza età e alle strutture di sport per la terza età
iii) spazi di ritrovo per giovani, convertendo spazi oggi semiabbandonati in luoghi di ritrovo, palchi per band giovanili
iv) supporto per pratiche e spesa ai cittadini in difficoltà motori ed economica
v) sicurezza non solo con operazioni di polizia ma agevolando le attività sane, come commercio, ristorazione, sport, manifestazioni di quartiere, "nonni-vigile" davanti alle scuole
vi) iniziative gratuite negli spazi pubblici, sia aperti all'associazionismo che su iniziativa della pubblica amministrazione: mercatini commerciali ma anche per bambini, proiezione di film, mostre di quartiere
vii) verifica sistematica delle barriere architettoniche e loro eliminazione: una città che non aiuta i disabili non è una città umana
viii) inserimento sistematico di aree giochi per bambini in tutti i parchi/giardini pubblici del comune
Porto:
i) redazione di un Piano Regolatore Portuale che dia spazio alle Riparazioni Navali e preveda di rendere accessibile il terminal VTE alle nuove ULCV – Ultra Large Container Vessel
ii) sviluppo dell'attività diportistica e formativa (corsi vela e formativi) nella zona YCI;
iii) rilancio del porto di Sestri Ponente, oggi nettamente sottoutilizzato
Turismo:
i) potenziamento dell'aeroporto come hub al servizio della città, del terminal crociere e delle riviere
ii) integrazione dei servizi pubblici e privati per il turismo (biglietti integrati per trasporti e musei)
iii) integrazione e coordinamento dell'offerta di soggiorno di hotel e b&b
Trasporti:
i) potenziamento delle linee pubbliche, sia sugli assi di forza che sulle (improduttive) linee collinari
ii) soluzioni immediate in attesa di soluzioni di ampio respiro: creazione di corsie riservate (con cordoli di protezione) lungo gli assi principali: levante-centro, ponente-centro, val Bisagno-centro, val Polcevera-centro
iii) creazione di parcheggi sul perimetro esterno della città (a partire dagli spazi attorno alle stazioni ferroviarie) per accogliere turisti e pendolari
Sport:
i) nuove strutture sportive: centri polisportivi (piste di atletica, palazzetto dello sport, piscina, palestre) al Campasso, piscina nel Levante (Nervi/Quinto), in zona Campi, a Pegli, in zona PonteX e Prato
ii) finanziamento indiretto (abbassamento dei costi) delle società sportive
iii) tornei internazionali sostenuti dal Comune
iv) inserimento sistematico di attrezzature ginniche nei parchi e giardini della città
v) apertura delle strutture scolastiche alle associazioni sportive
vi) tornei dilettantistici in varie discipline e per varie fasce di età
vii) torneo Ravano: potenziamento della partecipazione grazie all'attività del Comune
Ambiente:
i) Cura e sostituzione del verde urbano dove necessario: rimuovere gli alberi pericolosi ma anche sostituirli
ii) Impianto di alberi dove possibile: piazze, parcheggi, aree aperte, sia comunali che come prescrizioni urbanistiche ai privati (specialmente le grandi catene commerciali).
iii) monitoraggio delle attività portuali, perché più che le macchine sono navi e aerei ad inquinare
iv) monitoraggio degli scarichi delle attività industriali
v) separazione delle reti nere e bianche nelle (molte) parti della città dove ancora non è stato fatto
Quale visione per Genova....entriamo nel dettaglio.....
Industria e porto sono sempre stati i due pilastri dell'economia cittadina, oggi in difficoltà sia per l'evoluzione dell'economia mondiale, con navi di sempre maggior tonnellaggio e con nuovi corridoi di trasporto, sia per il collasso dell'industria di Stato che sorreggeva parte dell'industria genovese. Eppure, industria e porto rimangono i perni su cui è cresciuta e su cui deve riprendere a crescere Genova.
Grandi infrastrutture sono in costruzione (terzo valico, metropolitana, diga), in manutenzione (autostrade) o prossime all'avvio (tunnel subportuale). Questo consentirà di connettere la città sempre meglio al Continente lungo il corridoio Reno-Alpi (direzione nord-sud) alternativo all'altro grande corridoio europeo, Amburgo-Rotterdam-Anversa (direzione est-ovest).
Il porto vive attorno a quattro nuclei principali: i) movimentazione di container a Voltri, ii) traffico passeggeri a ponente; iii) attività turistica nel porto antico; iv) riparazioni navali vicino alla Foce. Lo shipping internazionale si sta orientando verso navi sempre più grandi: le moderne portacontainer superano ormai i 24.000 TEU. Il porto di Genova non è attrezzato per l'attracco di queste navi né per la loro riparazione. E' necessario pensare un porto moderno che sia appetibile anche alle navi moderne, rimuovendo i limiti di pescaggio in porto e costruendo strutture per le riparazioni (bacini galleggianti) proporzionati alle nuove dimensioni delle navi.
L'industria a Genova ha un futuro nella cantieristica, con l'ampliamento del cantiere di Sestri in corso, nella lavorazione dell'acciaio nelle aree ex ILVA, nelle imprese dell'indotto, nel complesso civile e militare di Leonardo e nelle molte altre industrie che ancora operano in città. Tutte queste attività devono trovare spazi di crescita, poter ampliare l'attività sia disponendo di spazi che di un sistema di trasporto adeguato alle esigenze moderne
L'università di Genova non è solo una delle università più antiche ma conserva anche una buona posizione nell'attività di ricerca delle accademie nazionali e internazionali, collocandosi nell'1.5% delle migliori università mondiali. L'università è una risorsa per la città che ad oggi è ampiamente sottoutilizzata e che deve essere uno dei motori, tecnologici e culturale, della città.
L'apertura all'estero della città è una esigenza di una città moderna e prospera, che deve seguire le molte strade di cooperazione e interdisciplinarietà, attraverso politiche di collaborazione industriale, commerciale e di trasporto, oltre che tecnologica e culturale, contesto in cui l'Università può e deve rivestire un ruolo trainante.
La viabilità della città è difficile, come per molte città moderne, e lo è anche per lo scarso sviluppo della metropolitana e per la forma particolare della città. Come tutte le città europee hanno già dimostrato, non vi è alternativa alla pedonalizzazione di molte zone centrali, all'esclusione al traffico privato delle difficili aree del centro e al forte incremento del trasporto pubblico.
Un'efficace politica dei trasporti deve partire da un'analisi complessiva della città e delle strategie d'intervento. Il dibattito SkyMEtro SI, SkyMetro NO è mal posto. Senza parcheggi d'interscambio lo SkyMetro o il tram classico o qualunque altra soluzione è destinata a fallire. Servono parcheggi in periferia (a Prato per chi arriva in Val Bisagno, A Nervi/Quinto per chi arriva dal levante) perché chi lavora in città possa lasciare il proprio mezzo e sgravare così le strade cittadine.
Non si potrà fare tutto subito, ma si può invertire la tendenza, iniziando da specifiche aree. Inoltre, il Comune può coordinarsi con Trenitalia per aumentare il numero dei treni locali nella tratta cittadina Nervi-Voltri, magari sostenendo anche parte dei costi del servizio.
L'aeroporto di Genova è il 22mo in Italia per traffico passeggeri, mentre Genova è la 6a città italiana: c'è qualcosa che non torna dal raffronto di questi numeri, a dimostrazione che non è stata fatta alcuna politica seria d'integrazione della città con il suo aeroporto. E' necessario aumentare il traffico aereo attraendo compagnie low-cost che facciano rotte sulle maggiori città europee: oggi mancano collegamenti diretti con Berlino e Madrid, Praga e Sofia, Belgrado e Istanbul, i paesi scandinavi e i paesi baltici……
Il Comune non è un ente economico, non è un ente di ricerca né un ente culturale, ma è l'ente che più di tutti è legato alla città e al suo sviluppo. Il Comune può essere il motore che coordina lo sviluppo della città, del suo porto e delle sue infrastrutture. Può e deve essere il promotore e il coordinatore di nuovi progetti e iniziative che coinvolgano il governo regionale e quello nazionale per integrare le attività in corso, ma anche per progettare il futuro, avviando lo studio e la programmazione delle linee di sviluppo che superano la scadenza elettorale: sviluppo strategico del porto, integrazione delle infrastrutture, sviluppo industriale.
La scuola dell'infanzia, elementare e media sono di competenza comunale, ma nel perimetro della città vivono anche le altre scuole e vi riversano ragazzini e adolescenti. Dopo l'esperienza del lockdown, tra i giovani si è diffusa una sensazione d'insicurezza, di paura e di fragilità che ha origini lontane e soluzioni non facili, ma che il Comune può e deve affrontare per quanto possibile aumentando le aree fruibili dai giovani e garantendone la sicurezza in ogni momento della giornata.
La disabilità è una condizione difficile in cui ragazzini, giovani, adulti si ritrovano e con cui le famiglie si trovano, inaspettatamente, a dover fare i conti. Un condizione molto difficile per gli scarsi supporti disponibili ma anche per l'angoscia del "dopo": ….."dopo la scuola"……ma anche….."dopo di noi". Un grande aiuto è fornito da piccoli gruppi di sostegno e dalle piccole cooperative che compensano la debolezza del sostegno pubblico e forniscono a persone e famiglie un supporto essenziale. Il Comune può e deve contribuire rendendo disponibili, tra il suo patrimonio, locali e spazi, ristrutturandoli e magari annullando i tributi locali, perché queste cooperative e gruppi possano crescere, accompagnando le persone al "dopo".
Nonni e nipoti sono affetti e risorse importantissime gli uni per gli altri che il Comune deve incentivare: molte aiuole mal conservate possono essere convertite in aree di gioco per i ragazzini, e se perimetrate con panchine e protezioni possono essere luogo di ritrovo anche per i nonni. Fontanelle (ormai rare ma importantissime per la vivibilità urbana) e, ove possibile, servizi pubblici e spazi per la gestione dei neonati possono avere effetti imponenti sulla vota di una comunità. Non è certo facile, viste anche le risorse sempre limitate, dotare tutta la città di questo tipo di spazi ma, come per molte cose, si deve avviare un circolo virtuoso che si può far partire già dal prossimi ciclo amministrativo di Genova.
Non si vuole dire ma Genova è una città che si sta spopolando: Nel 1971 aveva 817.000 abitanti e i progetti urbanistici miravano a, e in gran parte hanno realizzato, una città per 1.000.000 di persone, ma nel 2024 gli abitanti erano 562.000: in media, negli ultimi 53 anni, 13 (3-4 famiglie) persone hanno abbandonato Genova ogni giorno, fa rabbrividire. Il problema della città non è, quindi, la mancanza di abitazioni, ma la riduzione dei suoi cittadini: gli affitti brevi non sono un problema per Genova ma una risorsa, mentre aspetti centrali oggi lacunosi sono il sostegno alle famiglie, tramite asili, scuole a tempo pieno e strutture di aggregazione, aspetti che contribuiscono non poco alla natalità di una città.
Sicurezza è un tema che colpisce tutti i cittadini, in qualunque parte della città risiedano. Il Comune può fare molto, non solo coordinando la Polizia Municipale con le forze dell'Ordine, ma presidiando il territorio grazie alla Polizia Municipale e con l'aiuto dei cittadini: volontari davanti alle scuole, agevolazione dei dehor dei negozi, che sono anch'essi uno strumento di presidio del territorio, dei mercati rionali, grazie alla cura continua delle strade, perché strade ordinate aiutano i cittadini ad appropriarsi della città e viverla anche di sera, mentre strade sporche, disordinate e senza manutenzione conducono al coprifuoco serale.
Il Centro Storico di Genova è il più grande centro storico europeo conservato in condizioni pressoché originali, che è un enorme potenziale turistico oggi poco sfruttato. Ma un Centro Storico turistico vive solo per una parte della giornata e, soprattutto, non riesce a far vivere tutto il Centro Storico. E' quindi necessario creare le condizioni perché le persone tornino ad abitare nei vicoli del centro: sicurezza in primis, ma anche servizi, se non sotto casa, in alcune zone del centro storico, dove possibile, e nelle zone limitrofe. Ad esempio, perché non realizzare in piazza Matteotti un'area giochi per bambini? E magari anche un palco dove, liberamente, band giovanili possano suonare? I giardini di plastica servono? Quasi a nulla, e allora trasformiamoli in uno spazio dedicato ai servizi!
Il Turismo a Genova è molto cresciuto negli ultimi anni eppure è nettamente al di sotto delle potenzialità della città. Il Comune può incentivarlo in molti modi: i) di concerto con la Regione, aumentare il numero di compagnie aeree che gravitano su Genova e collegano la città al resto del mondo; ii) creare una rete informativa efficiente (info point), diffusa e utile (che sia in grado di fornire cartine geografiche della città, vendere biglietti, consentire l'accesso al web mediante un terminale, etc.); iii) creare una rete per l'ospitalità, ad esempio con un Genova Pass che coinvolga trasporti, albergatori, ristoratori, bar, esercizi commerciali, musei, residenze per affitti brevi, connessa e accessibile dagli info-point; iv) incentivando pubblicazioni informative e, soprattutto, siti web multilingue (esistono diversi siti su Genova che incredibilmente sono solo in italiano!). In questo contesto devono essere inquadrate le strutture per affitti brevi; non sono un male assoluto da combattere: sono una risorsa importante per portare in città ancora più turismo e devono essere inserite nella rete di accoglienza della città, incentivate, controllate, coordinate. E in questa direzione, il Comune deve estendere a tutte le piattaforme gli accordi per l'incasso della tassa di soggiorno (oggi tale accordo è stato fatto solo con AirBnB, e deve essere esteso a Booking, Italia.it, VisitGenoa, etc.). Il grande numero di case sfitte, che a Genova sono 30.000, potrebbe essere ridotto se l'incremento del turismo creasse le condizioni per un ampliamento delle strutture ricettiva per affitti brevi, e in tal senso il Comune potrebbe dirigere le proprietà con una politica fiscale via via più pesante man mano che il tempo di inutilizzo dell'immobile aumenta.
Lo sport è uno dei migliori investimenti che un ente pubblico possa fare sia da un punto di vista sanitario che sociale. La disponibilità di strutture sportive, campi di atletica, campi da calcio, piscine, palazzetti dello sport, e i sostegni anche economici alle società sportive devono essere tra i temi primari di un comune.
Il verde pubblico non è facile creare nuove zone verdi ma si può ampliare le aree verdi anche integrando parcheggi e alberi, inserendo aiuole verdi, con vegetazione limitata magari ad un solo albero, nelle piazzole pubbliche, in alcune zone e isole, soprattutto sostituendo il verde che, per vetustà, viene tagliato
CITTA'
1. Manutenzione ordinaria. A fronte di grandi opere, la città è palesemente carente di manutenzione ordinaria: strade dissestate, aiuole abbandonate, erbacce diffuse, depositi per spazzatura maleodoranti. Obiettivo: centrare l'attività del Comune nella manutenzione ordinaria in quanto i grandi progetti incidono solo in parte sulla qualità della vita.
2. Ex Ospedale psichiatrico di Quarto. Sottoutilizzato e in stato di semi-abbandono. Obiettivo: restituirlo alla città nella forma di polo formativo e come polo di accoglienza per studenti delle scuole superiori e/o dell'università. La destinazione di Erzelli all'Università di Genova, tutt'altro che ottimale e razionale, presenta aspetti ben lontani da essere risolti, come ad esempio il trasporto da e per la nuova sede universitaria. La sede dell'ex Ospedale Psichiatrico potrebbe essere un'efficace e più economica alternativa.
3. Impianti sportivi. Lo sport è una delle attività più importanti in una città, sia dal punto di vista sanitario che formativo. Gli impianti cittadini sono in gran parte obsoleti, molti richiederebbero interventi di manutenzione (che al solito manca) ed andrebbero ampliati e migliorati, mentre impianti importanti, come la piscina Mario Massa di Nervi, sono stati addirittura demoliti e sostituiti dal nulla. Obiettivo: ristrutturare i centri sportivi, espanderli e crearne di nuovi, anche a costo di ridurre le aree destinate alla speculazione immobiliare perché lo sport per tutti viene prima dell'interesse di pochi. La pallanuoto è un'eccellenza genovese in cui nessuna città europea può vantare una così lunga tradizione: Genova come capitale europea della pallanuoto!
4. Torrenti. Genova ha da sempre una struttura fortemente caratterizzata da torrenti e piccoli rii, in parte coperti. Tali corsi d'acqua non vengono puliti, né sistematicamente (come dovrebbe essere) né occasionalmente, e non viene eseguita nemmeno la manutenzione ordinaria (di nuovo) né straordinaria dei torrenti. Questo è particolarmente grave per i corsi d'acqua minori che permangono in condizioni di abbandono. La (rara) buona volontà delle persone s'infrange contro regole insensate: ad esempio, per entrare in un torrente a sgomberarne l'alveo e prepararlo all'inverno, operazione tipica delle zone agricole, si deve chiedere specifica autorizzazione, con il risultato che anche i più volenterosi rinunciano Obiettivo: attivare una costante manutenzione dei torrenti sia principali che secondari. La soluzione alle alluvioni non sta solo (e spesso proprio non sta) nelle grandi opere come gli scolmatori ma nella manutenzione continua e sistematica dei corsi d'acqua. Semplificazione delle procedure per consentire al volontariato di dare contributi e non bloccarlo con regole insensate.
5. Municipi. Per la loro struttura attuale sono enti pressoché inutili perché sottofinanziati. Essenzialmente, si tratta di palestre politiche per giovani aspiranti politici o di parcheggi per vecchie glorie. Obiettivo: finanziare in modo significativo i Municipi perché possano essere efficaci strumenti di azione sul territorio.
6. Verde pubblico. Trascurato in generale, specialmente nei piccoli giardinetti di quartiere, talvolta si trasforma da spazio di aggregazione a spazio di attività illegali. Obiettivo: manutenzione dettagliata, puntuale, non solo dei grandi parchi (Nervi). Conservazione e sviluppo del verde come una delle priorità nella gestione della città. Inframezzare i parcheggi, le piazzole asfaltate con alberi (che richiedono scarsa manutenzione).
7. Occupazioni abusive d'immobili. Alquanto diffuse, costituiscono un intollerabile oltraggio al principio di legalità e un blocco all'utilizzo di edifici pubblici e privati. Obiettivo: sgomberare tutti i locali occupati senza titolo.
8. Rifiuti. La gestione dei rifiuti a Genova è arrivata ad un punto morto anche in conseguenza di scelte rivelatesi errate, come quella dei cassonetti ad apertura digitale. Unica strategia è quella della raccolta differenziata che impone una diffusione capillare dei raccoglitori che oggi manca nella maggior parte della città. Per evitare che la diffusione dei cassonetti deturpi la città, è necessario organizzare piccole isole ecologiche, obiettivo non facile ma possibile. Parallelamente, si dovranno intensificare i controlli per evitare un uso improprio della raccolta rifiuti e, particolarmente, lo sversamento di detriti edili o elettrodomestici dismessi sulle colline della città. Obiettivo: aumentare la raccolta differenziata ed evitare che si formino montagne di spazzatura attorno ai cassonetti per insufficienza della raccolta.
SOCIETA' ED ECONOMIA
1. Cittadini a basso reddito. Anziani e anche diverse famiglie monoreddito o a basso reddito si trovano in condizioni di forte difficoltà di fronte alla quale la comunità non può rimanere inerte. Obiettivo: garantire sostegno materiale mediante: trasporti pubblici gratuiti in ogni fascia oraria sulla base del reddito e non dell'età anagrafica, servizi scolastici gratuiti (mensa), riduzione/annullamento delle imposte comunali. Nei casi di più grave difficoltà, sostegno economico con buoni spesa mensili.
2. Giovani. Poche sono le occasioni che Genova offre ai giovani nel contesto lavorativo. Obiettivo: incentivare l'avvio di attività economiche dei giovani (meno di 30 anni) tramite l'annullamento delle imposte comunali per i primi 5 anni e il dimezzamento nei successivi cinque anni.
3. Bambini e maternità. Ampliare la disponibilità di posti nei nidi e negli asili nido comunali. Dotare almeno i maggiori parchi pubblici di strutture di supporto per i bimbi piccoli (fasciatoi). Obiettivo: Sostegno alla maternità attraverso la realizzazione di servizi igienici diffusi e dotati di fasciatoi e delle attrezzature necessarie alle famiglie con bambini piccoli.
4. Anziani. Ampliare la disponibilità di luoghi d'incontro tramite l'apertura di spazi comunali o comunque di competenza comunale (dopolavoro, etc.) ai cittadini in età di pensione. Obiettivo: creare diffuse opportunità di socialità per gli anziani.
5. Sicurezza. La sicurezza di una città si costruisce sia con le forze dell'ordine che con un controllo capillare del territorio. Obiettivo: rimuovere le ultime zone genovesi rimaste nelle mani del meretricio (corso Perrone, via Sampierdarena e zona S. Benigno), perlustrazione frequente, in collaborazione con P.S. e CC, delle zone di attività illegali (ad esempio: piazza Barabino, giardini di plastica).
6. Porto. Grandi opere in via di conclusione o di realizzazione (lungomare Canepa, sopraelevata portuale, svincolo di S. Benigno) hanno migliorato/potenziato e continueranno a fare la viabilità da e per il porto. Questo però si riflette sulla vivibilità delle zone circostanti. Obiettivo: realizzare opere di arredo urbano che smorzino l'effetto delle grandi infrastrutture (barriere verdi, barriere fonoassorbenti) sulle parti residenziali, nonché realizzare opere compensative, come parcheggi, aree verdi, giochi per bambini.
7. Centri civici. Molte società sportive e culturali cercano spazi associativi. A parte l'ampliamento delle strutture sportive, è necessario aiutare, diffondere e sostenere le iniziative di queste associazioni. Obiettivo: restauro degli edifici comunali fatiscenti (ad esempio, villa De Mari), apertura di spazi comunali sottoutilizzati (ad esempio: villa Podestà), i municipi che spesso hanno spazi poco o male utilizzati, per destinarli a Centri Civici, con spazi concessi ad associazioni di cittadini, sportive, culturali.
EDILIZIA
1. Piano Urbanistico Comunale. E' un pachidermico insieme di regole urbanistiche che conduce, per l'eccessiva complessità, all'abusivismo, anche di un certo rilievo. Non essendoci controllo del territorio, la tutela che si vorrebbe dalle norme urbanistiche risulta solo teorica e si concretizza in una grave mancanza di tutela. Alcune norme, inoltre, sono anche non coerenti con altre norme sovraordinate di carattere nazionale. Obiettivo: riscrittura del P.U.C. al di fuori delle ideologie, semplificazione delle procedure, semplificazione delle norme di tutela, armonizzazione con le norme sovraordinate, limitazione della massa documentale a non oltre 200 pagine e 20 tavole grafiche.
E' necessario un coraggioso cambio culturale alla conservazione: non ci si può illudere di conservare tutto, per poi conservare ben poco nella realtà. Le norme di tutela devono essere riservate a quelle parti della città che realmente meritano la conservazione. Per le altre parti bisogna avere il coraggio di prevedere grandi cambiamenti, come accade in tutte le città europee: demolire gli edifici vecchi e sostituirli con edifici moderni, sicuri e a basso impatto ambientale, ma anche demolire e diradare le zone a maggiore densità edilizia o le zone in cui le frenetiche costruzioni degli anni '50 e '60 hanno creato situazioni al limite della ragionevolezza; uno dei molti esempi è l'ex Hotel Zolesi a Prà: abbandonato da anni, impossibile da ristrutturare poiché manca la convenienza economica, deve essere acquisito al patrimonio comunale (con acquisto equo dalla proprietà) e raso al suolo per creare spazio destinato ad utilità pubblica.
2. Uffici Comunali – Edilizia Privata. Questiuffici presentano bassissima efficienza e sono alla base di difficoltà e rallentamenti all'attività del settore edilizio. Come esempio, si pensi che per esporre una targa, della dimensione di un foglio A4, che indica l'attività di un medico, di un commercialista etc. si deve chiedere il permesso ad uno specifico ufficio, produrre le foto dell'edificio su cui andrà installata la targa (da vicino ma anche in prospettiva) sia prima dell'installazione sia con la simulazione della targa già installata. Questa burocrazia non è inutile e autoreferenziale, è dannosa! Obiettivo: riorganizzazione degli uffici, spersonalizzazione delle pratiche, contingentamento dei tempi di evasione delle pratiche (seguito dal silenzio-assenso), eliminazione della soggettività del funzionario nell'evasione della pratica. Riduzione delle "Unità complesse" (che tali sono solo per creare posti da dirigente) e semplificazione delle procedure.
3. Tassa di occupazione del suolo pubblico. A Genova raggiunge livelli elevatissimi (per un condominio con 2 lati su marciapiede pubblico, installare i ponteggi può costare anche oltre € 20.000). Obiettivo: ridurla ad 1/5 del valore attuale per incentivare la manutenzione edilizia.
4. Edifici scolastici comunali. In genere versano in mediocre stato di conservazione quando la formazione dovrebbe essere una delle principali preoccupazioni degli amministratori pubblici. Obiettivo: Investire nella ristrutturazione delle scuole pubbliche, nell'ampliamento degli asili e del servizio mensa. Servizi da fornire gratuitamente a chi ha difficoltà economiche a sostenerli.
5. Snellimento delle procedure. L'impatto di un Comune sul tessuto economico avviene tramite la regolamentazione delle attività, la pressione fiscale e le autorizzazioni amministrative. Sotto questo ultimo aspetto, gli uffici comunali sono profondamente inefficienti sia per un eccesso di procedure sia per un difetto di organizzazione. Obiettivo: rendere efficiente l'amministrazione comunale attraverso l'inserimento di criteri meritocratici, la sostituzione dei dirigenti che hanno fallito i loro obiettivi, la riorganizzazione interna.
VIABILITA'
1. Autostrada. I lavori in corso sulla rete autostradale attorno alla città continuano a creare importanti disservizi che non sono compatibili con il pagamento del pedaggio. Obiettivo: concordare con il Governo e con ASPI l'annullamento del pedaggio per tutta la durata dei lavori, circostanza che costituisce l'unico vero incentivo per ASPI ad accelerare i lavori.
2. Parcheggi per motocicli. Insufficienti e recentemente ulteriormente ridotti (cfr. Piccapietra). Obiettivo: raddoppiare i posti moto nell'arco di 2 anni e triplicarli nel quinquennio.
3. Parcheggi per autoveicoli. Insufficienti, specie nei parcheggi d'interscambio. Obiettivo: Ove possibile, impiegare tutte le aree comunali non utilizzate o scarsamente utilizzate, per parcheggi pubblici. Convertire gli oneri di urbanizzazione primaria in parcheggi pubblici.
4. Piste ciclabili. Quelle realizzate con strisce rosse sono inutili, per non dire risibili e finanche pericolose. Le piste ciclabili devono essere in sede protetta, come in corso Italia. Obiettivo: sistema di piste ciclabili protette ed estese almeno ai percorsi di maggiore rilevanza.
5. Corsie riservate per i bus.Obiettivo: estenderle e proteggerle con dispositivi fissi (come in via Tolemaide).Apertura delle corsie riservate al transito dei motocicli e dei ciclomotori. Una moderna infrastruttura nella val Bisagno richiede non meno di 10 anni per essere avviata…..e nel frattempo? Ne frattempo si costruiscono corsie veramente riservate per gli autobus, avendo il coraggio di privilegiare la mobilità pubblica su quella privata.
6. Trasporti pubblici. In ogni città europea il costo dei biglietti copre solo una parte dei costi, per questo ampliare l'offerta del trasporto pubblico viene a gravare sulle casse degli enti locali. Eppure, non vi è altra soluzione alla mobilità cittadina del trasporto pubblico che se può essere potenziato nel tempo, con importanti investimenti ed un'attenta programmazione, deve fin da subito essere reso più efficiente: oltre alle corsie riservate, è necessario prevedere ampie zone del centro riservate a pedoni e mezzi pubblici, con esclusione per il traffico privato.
7. Strade Collinari. Molte strade dell'entroterra, di accesso a piccoli gruppi di case, derivano dall'allargamento non sistematico di vecchie mulattiere; oggi sono percorse da un traffico crescente con dimensioni inadeguate. Obiettivo: acquisire queste strade al patrimonio comunale (sono già aperte al pubblico per il Nuovo Codice della Strada) e, nell'arco di un ventennio, sistemare le sedi stradali: allargamenti ove possibile, pavimentazione, creazione di zone d'incrocio, estensione dei servizi AMIU e AMT.
8.Traffico. Da anni si assiste a Genova ad una gestione del traffico intransigente per determinate infrazioni e del tutto assente per altre. Obiettivo: buon senso e tolleranza non possono mancare a chi deve gestire una città, ma anche chiarezza nelle priorità: conservare sgombre da parcheggi impropri, talvolta in doppia fila, le principali vie di scorrimento del traffico può essere impopolare in alcuni casi ma è un dovere per garantire a tutti una circolazione efficiente.
9.Sopraelevata. In attesa del tunnel subportuale (?), e di una valutazione tecnica seria sul destino della sopraelevata, è necessario che questa arteria oggi essenziale per Genova funzioni. Attualmente essa è strozzata nel raccordo autostradale terminale a Sampierdarena per la riduzione da due ad una delle corsie di deviazione verso l'autostrada. Inoltre, il nuovo svincolo di accesso ha chiaramente equivocato quali siano i flussi di traffico e costituisce una strozzatura che crea coda, invece di smaltirla. Obiettivo: ripristinare nei tempi tecnici minimi (12 mesi) la piena funzionalità del raccordo sopraelevata-autostrada. Rivedere lo svincolo di accesso (3 mesi).
10. Pavimentazioni stradali. Troppe volte viene asfaltata una strada e dopo pochi mesi viene rotta per realizzare qualche nuova opera. Pare impossibile che nell'epoca dell'informatizzazione, che consente in 24 ore di consegnare a Genova un prodotto spedito dal Giappone, non si riescano a coordinare i lavori nelle sedi stradali. Obiettivo: Coordinamento dei lavori nelle sedi stradali. Manutenzione puntuale delle strade.
COMMERCIO
1. Grandi esercizi commerciali. La grande distribuzione è figlia del sistema economico moderno e non va demonizzata. Contemporaneamente non deve essere una priorità per il Comune, che deve considerare anche la vita ed il ruolo costruttivo che i piccoli esercizi commerciali possono avere. L'esperienza della Fiumara e del Porto Antico devono essere ricordate: due poli di quelle dimensioni in una città come Genova sono già troppi, tanto che le attività cambiano velocemente e diversi locali sono chiusi. Obiettivo: L'insediamento di nuovi poli commerciali non è prioritario. Assumere come prioritaria la coesistenza equilibrata della grande distribuzione e del piccolo commercio.
2. Piccoli esercizi commerciali. Per quanto la grande distribuzione sia una caratteristica di questi tempi, è il piccolo esercizio commerciale che contribuisce al controllo del territorio. Obiettivo: incentivare i piccoli esercizi commerciali riducendo la pressione fiscale comunale sulle loro attività. Controlli su esercizi commerciali in rapida espansione e non sempre di cristallina regolarità.
3. Dehors esterni. Sono uno dei modi con cui estrinsecare il controllo del territorio. Obiettivo: incentivarli, tramite un abbassamento degli oneri comunali e una semplificazione delle procedure burocratiche.
4. Aree pedonali. Non devono penalizzare il piccolo commercio ma essere motori di vita: per questo devono essere arredate con panchine, aiuole, se possibile con giochi per bambini. La zona pedonale deve essere vista come un "grande centro commerciale naturale", non come una zona con poche macchine. Obiettivo: Arredare le zone pedonali e il creare nuove zone pedonali in quest'ottica.